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  • Luce led per bici

    Recensione luce led per bici xlite100

    Con l’aumento del traffico nelle nostre strade l’unica possibilità che abbiamo per difenderci dalle automobili è quella di renderci più possibile visibili. L’unica parte in cui siamo visibili è il posteriore della bici e la nostra schiena. La luce led per bici xlite100 potrebbe fare al caso nostro.

    L’abbigliamento ormai ci permette di avere inserti riflettenti ovunque, mentre per la bici il mezzo ideale per farci notare è una bella luce a led rossa, magari ad intermittenza. Può sembrare inutile, ma anche di giorno è importante attirare l’attenzione dell’automobilista distratto.

    Con la luce del sole ci vuole quindi una luce abbastanza potente, così mi sono messo in cerca nel web delle migliori soluzioni. Purtroppo il costo dei fanalini o era troppo elevato, oppure quelli economici non fornivano luce a sufficienza.

    Grazie alle pubblicità basate sulle nostre ricerche (grazie google per spiarci) continuava a comparirmi il banner pubblicitario di una luce posteriore, che oltre ad essere molto accattivamente esteticamente, aveva delle fuzioni particolari molto interessanti.

    La luce led in questione è il modello xlite100 e la potete trovare su Amazon cliccando su questo link

    luce led bici xlite100

    Veniamo alla descrizione della luce a led xlite100. Come si può vedere dalle immagini del prodotto, le funzioni principali di questo fanalino sono:

    • indicatore di frenata
    • illuminazione automatica
    • spegnimento/accensione automatica
    • corpo in alluminio CNC
    • impermeabile con certificazione IPX6
    • disposione a led circolare

    L’indicatore di frenata è la caratteristica che contraddistingue questo prodotto rispetto alla concorrenza. Grazie ad un semplice oscilloscopio, il dispositivo rileva le decelazioni della bicicletta e aumenta la luminosità al massimo durante la manovra. Molto ultile se si è in gruppo e dietro di noi ci sono altri ciclisti.

    migliore luce a led
    xlite100
    luce per bici

    L’illuminazione automatica avviene con un sensore di luminosità che accende o spegne i led a seconda della luce.

    Lo spegnimento/accensione automatica avvengono sempre grazie all’oscilloscopio. Quindi se appoggiamo la bici cletta per più di 10 secondi il led si spegne, mentre quando la prendiamo in mano e quindi la muoviamo, i led si riattivano.

    Tutte queste funzioni automatiche (illuminazione in base alla luce e accensione e spegnimento automatici) si attivano se spostiamo il selettore posto sul retro del nostro faretto, su AUTO. Se lo impostiamo su MANUAL il faro rimane sempre attivo, sia in presenza del sole sia se appoggiamo la bici più di 10 secondi.

    L’accensione e lo spegnimento del faro sono subordinare ad un pulsante posto all’interno del cerchio formato dai led. Con brevi pressioni cambiamo la tipologia di segnalazione:

    led stop frenata
    • accensione e spegnimento soffuso
    • blinker
    • lampeggio a ritmo irregolare

    Mediante pressione prolungata per 2 secondi, il faretto si spegne del tutto.

    Per la luce posteriore led xlite100 la casa produttrice dichiara una durata di circa 20 ore, ma mi prometto di testare la durata effettiva.

    La ricarica avviene in circa 2 ore per mezzo di un cavetto USB che si connette al faro grazie alla porta micro-usb posta su retro.

    Sulla carta promette di essere uno strumento molto utile, bisogna solamente verificare che sia affidabile perchè sappiamo che in bici da corsa si affrontano situazioni climatiche di tutti i tipi. Sole, calore, pioggia, umidità ecc ecc….

  • I 10 migliori posti dove correre in bici

    Un bel video di Global Cycling Network che mostra i 10 migliori posti per correre in bici… che invidia

     

  • Salita da Ponte di Legno al Passo Gavia in bici da corsa

    Gavia 1Finalmente ho scalato la salita che sognavo da parecchio tempo, il Gavia, con la sua storia e il paesaggio mozzafiato, quasi lunare.
    Purtroppo avendo fatto una toccata e fuga non ho potuto abbinarlo al Mortirolo o allo Stelvio, ma già così mi sono divertito.
    La giornata era spettacolare, nemmeno una piccola nube a rovinare l’azzurro del cielo. Penso che in quelle zone è più unico che raro.
    Abbiamo lasciato le auto nel parcheggio di una osteria in località Stradolina e per il disagio di aver occupato due posti auto abbiamo prenotato per il pranzo al nostro ritorno. L’osteria poi si è rivelata azzeccatissima, si chiama Osteria Lissidini per chi volesse provare.
    Gavia 4Insomma eravamo a 5 km circa da Ponte di Legno e ci siamo scaldati lungo la dolce salita che porta ai piedi del Gavia.
    Purtroppo arrivati in centor ci siamo sbagliati e invece di salire cautamente sul passo, siamo saliti sopra il paese con pendenze dal 10 al 12 %. Poi cisiamo accorti che dovevamo scendere e siamo sbucati nella località sant’apollonia.
    Da lì siamo saliti ognuno con il proprio passo e non conoscendo la salita, mi sono tenuto sempre in zona 4 bassa con il 34-25.
    Appena la strada si restringe diventa ad una corsia sola, inizia il tratto duro del Gavia con tratti sopra il 10%, molto spesso al 12% e un tratto brevissimo al 16%.
    Gavia 2Fatti questi pochi km il più è fatto e la salita diventa più pedalabile, tenendo sempre a mente che si è in alta quota, quindi è sempre meglio non fare sforzi che poi si possono pagare cari.
    Quando sono arrivato nella buia galleria in prossimità del lago Nero ho capito che era quasi fatta, anche se a causa del buio e per la paura di essere investiti dalle auto e dalle moto, si cerca di accelerare per uscirne al più presto, ma bisogna fare i conti con la pendenza che dovrebbe essere intorno al 9%, insomma una bel calvario.
    Fuori dalla galleria si vede una serie di tornanti che salgono ripidi circondanti da un paesaggio lunare. Nessuna vegetazione e tante rocce ti fanno capire di essere a 2.500 metri di altitudine. Ora per riempirsi di ossigeno bisogna fare respiri profondi e a bocca spalancata.
    gavia 3Alla fine quei tornanti minacciosi si fanno con la consapevolezza di essere agli ultimi 2 km e in breve ci si trova davanti uno spettacolo mozzafiato.
    Sembrava un sogno, ma era la pura realtà. Sono arrivato sulla cima di Charly Gaul!

  • Stretching per la schiena

    Questo inverno sta durando un bel po’ e non se ne può più di andare in bici coperti fino a sopra le orecchie del nostro abbigliamento tecnico. Soprattutto in questi giorni sto soffrendo un po’ di mal di schiena, o meglio, non mi sento così elastico come quando facevo esercizi quasi tutti i giorni. Vi allego quindi alcuni esercizi da fare per decompressione discale, un toccasana per quelli come me che soffrono un po’ di lordosi lombare. (classico culo in fuori e schiena curvata in dentro).

    esercizi stretching

    La METODOLOGIA è simile allo stretching: – 6-8 secondi per andare in allungamento (lentamente); – circa 60 secondi di mantenimento della posizione di massimo allungamento; – 6-8 secondi per tornare alla posizione di partenza (lentamente); – 6-8 serie totali. Gli esercizi con una posizione del corpo parzialmente sollevata e sostenuta da apposito attrezzoprevedono, ove possibile, un tempo unico di allungamento e decompressione di circa 10 minuti. Questi esercizi permettono l’idratazione dei dischi che specie nelle lunghe sedute di allenamento in posizione fisse, sono sottoposte a continua pressione. Abituiamoci anche a tenere posizioni corrette della schiena seduti in ufficio, davanti al pc o semplicemente alla guida. Seduti in ufficio è utile tenere una gamba per volta ad una altezza di 20/30 cm da terra per togliere un po’ di pressione alla zona discale e distribuire il carico in modo uniforme. Anche alla guida un cuscino nella zona lombare aiuta a diminuire il carico vertebrale.