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  • Recensione pedali Look Keo 2 Max

    Recensione pedali Look Keo 2 Max nuova versione 2019

    Per voi oggi ecco la recensione Pedali look keo 2 max. Li potete trovare in offerta su Amazon

    Perchè ho scelto i pedali Look Keo 2 Max ? Dovevo sostituire i miei Exustar PR200 perchè dopo 5 anni di utilizzo si erano un po’ arrugginiti nella zona tra il corpo del pedale e l’asse del pedale. Insomma non erano un bel vedere.

    Sono tornato quindi ai look, perchè tutto sommato mi sono sempre trovato bene e perchè sono i pedali più diffusi nel ciclismo amatoriale.

    Naturalmente non appena li ho visti in offerta su Amazon ho deciso di acquistarli, anche perchè la versione 2019 promette un incremento della superficie di contatto del 25% (non poco).

    Per acquistarli su Amazon vi lascio il link Look Keo 2 Max

    Le caratteristiche più importanti di un pedale quali sono?

    Sicuramente la superficie di appoggio tra tacchetta e pedale. Maggiore è la superficie e meglio verrà trasmessa la potenza dalle gambe alla trasmissione.

    Nella versione 2019 i pedali Look keo 2 Max hanno visto un incremento del 25% della superficie di appoggio arrivando fino 500 mm, sia grazie l’aumento della larghezza del pedale che è passato da 57 a 60 mm e sia grazie ad un nuovo disegno della placca di alluminio che promette una maggiore ottimizzazione del contatto tra pedale e tacchetta.

    pedali look keo 2 max

    Come si può vedere nell’immagine che ho elaborato, la zona rossa rappresenta l’incremento della superficie nella versione 2019 rispetto alla precedente.

    confronto superficie pedali look

    Anche la struttura del pedale è importante. Deve trasmettere nel miglior modo possibile la potenza ed essere più rigido possibile. Sono da evitare i pedali che flettono verso il basso o alle estremità anteriore e posteriore.

    Un altro fattore importante per un buon pedale è il materiale di cui è composto. Deve essere duraturo e difficilmente attaccabile dagli agenti atmosmerici.

    E’ stata apportata una ulteriore miglioria anche in questo caso. Nel perno in acciaio del pedale ci sono due cuscinetti collegati da una rondella zigrinata. Nella nuova versione al posto della rondella è stato inserito un distanziale conico. Questa modifica conferisce una maggiore fluidità di scorrimento, quindi la riduzione delle tolleranze, a tutto vantaggio dell’affidabilità nel tempo.

    look keo 2 max new conical spacers

    La sensazione di un bell’appoggio del piede sul pedale si sente subito rispetto ai miei exustar. Difficile dire se è avvertibile rispetto ai Look keo 2 max della vecchia versione. Parliamo di pedali molto efficienti da quel punto di vista.

    Pesati con il bilanciano siamo ad un peso di 133 gr per pedale, contro 120 gr dei miei precedenti Exustar. La cosa stupefacente è che il peso rispetto alla versione 2018 è rimasto invariato. Davvero un ottimo lavoro di Look.

    Esiste anche la versione Carbon che differisce dai pedali standard per una leggera diminuzione di peso. Si passa dai 130 gr della versione standard ai 125 gr dichiarati della versione Carbon. Un risparmio del 4% di peso ad un costo più alto del 18% mediamente. Ne vale davvero la pena?

    Ecco il link per acquistare i pedali Look Keo 2 max Carbon

  • BePro misuratore di potenza di Favero recensione

    E’ entrato in scena quasi in punta di piedi nel mercato mondiale il nuovo misuratore di potenza italiano BePro di Favero, un azienda del Trevigiano.
    Si tratta di un misuratore installato sui due pedali oppure su uno solo (come il Vector S), ad ogni modo il funzionamento è uguale, solamente che il doppio pedale somma la potenza dei singoli misuratori, mentre il singolo pedale raddoppia la potenza della gamba nel lato in cui viene installato. Nella confezione del singolo misuratore è compreso il pedale opposto.
    pedali bepro
    Questo comporta ormai il risaputo “difetto” di fare una misurazione che dipende dal bilanciamento degli arti inferiori. Non tutti pedaliamo 50%-50% e sopratutto a varie intensità di sforzo questo bilanciamento può variare.
    Poco importa, l’importante è la ripetibilità della misurazione.
    I due aspetti che rendono questo dispositivo molto allettante e potenzialmente pericoloso per la concorrenza sono sicuramente il prezzo da una parte: 499 il singolo, 749 il doppio;
    dall’altra parte la semplicissima installazione a prova di imbranato.
    Grazie a delle specie di dime/adesivi e alle chiavi in dotazione è possibile effettuare una installazione con una bassissima probabilità di commettere errori di serraggio. Quindi la chiave dinamometrica non è necessaria come per altri misuratori.
    kit installazione BePro
    chiave dinamometrica BePro
    confezione BePro
    L’unita à dotata di una porta microUSB per effettuare le ricariche, con relativo sportellino in gomma per evitare che sporco e acqua possano entrare.
    porta micro usb BePro
    Il pod è immerso in una speciale resina, quindi l’involucro che si vede è appositamente studiato per resistere a tutti i tipi di maltrattamento (o almeno si spera).
    La modalità di comunicazione avviene solamente tramite ANT+ e al momento non è prevista l’opzione Bluetooth a basso consumo energetico, ormai in voga grazie al diffondersi delle applicazione sportive per smartphone.
    Questo possiamo considerarlo sicuramente una mancanza, ma a volte la semplicità rende un dispositivo meno soggetto a problematiche. Posso portare dell’esempio dello Stages che per i primi mesi ha sofferto di drain-battery dovuto al non spegnimento del bluetooth durante lo stand-by.
    Le tacchette sono compatibili con le Keo originali, quindi nessun problema.
    Altra nota positiva la possibilità di scegliere il pedale equipaggiato con il sensore, lato destro o sinistro, credo più per una questione di comodità personale che per una questione di funzionamento.
    tacchette BePro compatibili look keo
    Anche se c’è da dire che se si sceglierà di misurare la gamba su cui la potenza è bilanciata maggiormente si rischia una sovrastima dei dati. Nel caso contrario avremo una sottostima dei dati. Problema risolto con l’utilizzo dei 2 sensori su ambo i lati. Anzi in questo caso avremo anche la possibilità di rilevare l’efficienza della pedalata.
    Il vantaggio di avere il misuratore sui pedali è sicuramente il poterli spostare da una bici all’altra senza modifiche o impedimenti dovuti all’incompatibilità.
    Dall’altra parte sono più esposti ad eventuali cadute, ma tutto sommato nello shop sono presenti tutti i pezzi di ricambio.
    Il peso del corpo pedale più pod è di 150 grammi circa, un vero record se pensiamo che un pedale look keo pesa pochissimi grammi in meno, circa 125 gr.
    Le specifiche di Favero danno come autonomia 30 ore che equivalgono circa a 7 uscite lunghe, non male direi.

    Per la qualità delle misurazioni non posso al momento scrivere nulla, speriamo in futuro di poterli provare.

    Ho saputo che è uscito un aggiornamento firmware dei pedali, o meglio un aggiornamento del software che perette di aggiornare facilmente i pedali e allo stesso tempo impostare dei settaggi più o meno importanti.
    Ad esempio si possono impostare la lunghezza delle pedivelle, parametro importantissimo, il funzionamento dei led e non ultimo si può impostare una correzione sulla lettura della potenza (utile nel caso ci possano essere delle stime sballate a causa dell’utilizzo delle corone ovali)
    Ultima chicca, l’impostazione “shipping mode” una modalità di risparmio energetico utilizzabile sia per la spedizione e lo stoccaggio del prodotto presso i dealer, sia nel caso si preveda di non utilizzare la bicicletta per parecchio tempo.

    software bepro

    Sono molto fiero di questo prodotto primo perchè è made in Italy e poi perchè l’azienda è nella mia Treviso.

  • Prova e recensione occhiali Salice 006

    Durante l’ultimo mio giro alpino, Passo Rolle-Passo Valles-Forcella xxx, sfilando mi gli occhiali dal casco, ho perso uno dei gommini che ricopre una delle stanghette dei miei Salice 004. Avendoli pagati relativamente poco ho pensato che il pezzo di ricambio sarebbe costato più degli occhiali, in più sapete come siamo noi ciclisti, ogni occasione è buona per cambiare meteriali.
    Così mi sono messo alla ricerca dell’occhiale che avesse fatto al caso mio e che avesse le seguenti caratteristiche:
    montatura importante, ma non pesante
    lenti polarizzate
    lenti a specchio rosse
    basso costo.
    Scartati gli Oakley per il prezzo spropositato per un paio di occhiali di plastica e scartati alcuni modelli perché esteticamente non soddisfacenti (zerorh+, rudy project ecc ecc), mi sono ricordato di un mio pallino: i salice 006 che utilizzano diversi professionisti!
    Ho trovato un sito veramente affidabile e veloce e con poco più di 70 euro, ho ricevuto i miei splendidi occhiali.
    Appena aperta la confezione e presi in mano, ho notato subito una differenza altissima di qualità rispetto al modello 004 entry level.
    Le plastiche sono robuste e con una ottima lavorazione, la scatola è realizzata molto bene e l’occhiale in sé è veramente bello esteticamente, oltre ad essere leggero.
    Al primo giretto in bici li ho subito indossati e li ho trovati molto confortevoli, ma soprattutto non scivolavano come il modello 004, che ero costretto spesso ad aggiustare con la mano.
    La qualità della lente mi sembra davvero ottima, nessun problema visivo e pur essendo polarizzati riesco a vedere i display lcd senza problemi. Solo lo schermo dell’Iphone 5 lo vedo un po’ giallino, ma niente di fastidioso.
    La polarizzazione delle lenti è fenomenale, guardando appositamente i riflessi che arrivano dalle auto, dai vetri delle case, dal garmin stesso, prima con gli occhiali e poi senza, si ha un beneficio notevole per la vista e alla lunga gli occhi ringraziano.
    Assos ha deciso di non montare le lenti polarizzate sui propri occhiali perché sostiene siano pericolosi in caso di pozzanghere sull’asfalto che potrebbero non essere distinguibili in determinate condizioni di luce. Io sinceramente le chiazze di umido e bagnato le ho sempre visualizzate bene, ma adesso giro sempre con qualche prudenza in tasca, non si sa mai.
    Le lenti sono specchiate e a specchio di colore rosso, ma permettono una visione chiara anche in assenza di sole e nel sottobosco. Hanno anche il trattamento anti pioggia, ma devo ancora provarlo. Nella confezione comunque ci sono anche un paio di lenti trasparenti per l’inverno diciamo.
    Nelle salite lunghe è impegnative quando la velocità è molto bassa non si appannano grazie alle fessure che hanno nella parte superiore/esterna che mantiene la zona tra lente e occhio ben ventilata, senza far passare pulviscolo.
    Li consiglio vivamente anche per il prezzo. Un conto è perdere/rompere un occhiale da 70 euro, un conto è perdere/rompere un occhiale da più di 200 euro.

  • Stages Power Meter: prova e recensione

    Finalmente è arrivato anche il misuratore di potenza Stages e dopo 4 settimane dall’ordine sono andato a ritirarlo presso il negozio “El Coridor”. Sveglia presto per essere là prima dell’orario di apertura.

    Torno a casa baldanzoso e via subito in cantina ad installare il nuovo giocattolo.
    Il tempo di installazione in sé è di circa 2 minuti. Si toglie il pedale, si svita la brugola della pedivella sinistra, si sostituisce con quella dello Stages, si avvita la pedivella e poi si rimette il pedale.
    Più facile di così…
    Io ho preso la versione FSA per BB30 in alluminio in quanto ho la guarnitura FSA SL-K in carbonio e non volevo perdere il BB30 mettendo adattatori. E’ anche la versione più economica.
    Purtroppo questa soluzione vanifica il vantaggio di peso dello Stages che è dato per 20 grammi, in quanto la mia pedivella in carbonio pesa 140 grammi, mentre la pedivella con lo Stages ne pesa 240. Al netto del misuratore quindi ci ho rimesso 80 grammi…. pazienza, mangerò meno pasta.
    Se avessi messo la guarnitura ultegra, con adattatori ecc avrei sicuramente peggiorato di altro peso, oltre ad essere una soluzione molto più dispendiosa.
    Una volta installato, si tira la linguetta gialla, si apre lo sportellino della batteria e poi va reinserita.
    A questo punto ci si può connettere con un Iphone mediante bluetooth 4 e l’applicazione Stages Cycling ci permetterà di aggiornare il firmware, nel caso ce ne sia bisogno.
    Tutto molto semplice.
    Subito ho fatto un test comparativo sui rulli, avendo la ruota posteriore con Powertap SL+.
    Al powertap ho abbinato il garmin 500, mentre lo stages era connesso al mio iphone con l’ottima applicazione Wahoo, che è l’unica o una delle poche che supporta lo stages permettendone la calibrazione. (con strava non è possibile).
    Appena connesso lo stages ho provveduto alla calibrazione tenendo la pedivella a ore 6, verso il basso e la bici appoggiata al muro.
    Dalle prime pedalate ho notato subito che lo stages misurava circa 7/10 watt in più rispetto al powertap e subito mi sono venute le paranoie sul fatto che misurando una sola gamba e moltiplicando la potenza x2, potrebbe essere che abbia uno sbilanciamento 53/47% rispettivamente sx/dx.
    Infatti inttorno ai 130 watt del powertap, lo stages segnava circa 138 watt. (130 x53% x2 = 138).
    Cercavo allora di allentare la spinta sul pedale sinistro per aumentare la spinta su quello destro e facendo così i valori sui 2 dispositivi erano vicinissimi, però si trattava di una situazione innaturale.
    La cadenza era superiore ai 90 rpm.
    Stavo chiaramente “barando” e sicuramente la pedalata non era redditizia svolta in quel modo.
    Appena ho aumentato la potenza ecco che i valori sono diventati praticamente identici tra i due misuratori, questo ad indicare che ho una spinta uniforme 50/50% non appena diminuisce la cadenza e aumentano i wattaggi.
    Come si può vedere dal grafico che ho allegato, dove si vedono le piccole parti che misurano la stessa potenza è laddove diminuivo intenzionalmente la potenza sul pedale sinistro, mentre c’è una parte di alcuni minuti dove la potenza è più alta e le potenze si sovrappongono. (la linea di colore ciano è lo Stages)

    comparazione Stages Powertap

    Prossimamente vorrei fare un test più lungo e in strada, ma già così mi ritengo soddisfattissimo dello Stages.

    Chiaramente ci sono misuratori sul mercato più precisi grazie alla misurazione sx/dx, ma a questo prezzo non c’è niente di meglio, diciamo che in questa fascia di prezzo Stages Cycling non avrà concorrenza, supportato anche dal fattore peso che anche in MTB farà la differenza.
    E poi bisogna ricordare che l’importante è la ripetibilità del dato, cioè i 200 watt fatti oggi in determinate condizioni, devono essere i 200 watt fatti tra 1 anno. Solo un dispositivo con queste caratteristiche può considerarsi un misuratore di potenza affidabile.
    Consiglio per l’analisi degli allenamenti e per crearsi una propria banca dati il software gratuito Golden Cheetah. Oltre ad essere sviluppato più che giornalmente, ogni utente da il suo contributo per migliorarlo.

  • Recensione Huawei Ascend Y300

    Incuriosito dalle recensioni lette sul web, ho deciso di comprare per mia mamma questo Huawei Ascend Y300 a 129 euro in un centro Wind.

    Cercavo un telefono poco costoso, ma che potesse reggere il confronto con altri telefoni più costosi, senza diventare “sorpassato” in pochi mesi.

    Penso di avere fatta la scelta giusta.

    Chiariamoci, bisogna sempre partire dal presupposto che costa 129 euro !!! non so se mi sono spiegato.

    QUALITA’ e DESIGN 8: esteticamente è molto carino, ormai i telefoni si assomigliano tutti, però è abbastanza grande e dal design moderno. Non presenta tanti fisici se non il classico tasto on/off e il bilanciere del volume. Gli altri tasti (indietro,home,opzioni) sono touch. Anche il peso di 130 gr è ottimo, non pesa assolutamente nelle mani. Le dimensioni 124,5mm x 63,8mm x 11,2mm. E’ presente anche un utilissimo led per essere avvisati senza accendere lo schermo (ulteriore risparmio di energia).

    Ho apprezzato tantissimo la parte posteriore della scocca, leggera sì, ma con una superficie ruvida che rende la presa sicura anche con una mano. E’ una qualità che dovrebbero avere tutti i telefoni secondo me, essendo un oggetto da tenere in mano l’ergonomia deve essere messa sempre in primo piano. La parte anteriore mi sembra bene fatta e anche il vetro pare essere parecchio resistente. Non è un gorilla glass, quindi una pellicola protettiva è sempre consigliata.

    SCHERMO 7: avevo letto che la visibilità dello schermo era il tallone d’Achille di questo smartphone, ma io vado controcorrente e dico che si vede molto bene. Chiaramente sotto la luce del sole è difficile avere una buona lettura dello schermo, ma dubito che si potesse fare meglio con un costo così basso. Sarà che quelle situazioni di controluce io le riscontro solamente in spiaggia, quindi per pochi giorni all’anno si può anche soprassedere su questo “difetto”. In condizioni di luce da tutti i giorni la qualità è buona, forse i colori non sono accesissimi, ma piuttosto di avere dei colori finti e sparati come molti altri device, preferisco un colore più tenue, ma reale. Le dimensioni sono 4,0? TFT-LCD, 16M di colori, 800×480 pixel e si tratta di uno schermo capacitivo e multitouch.

    FOTOCAMERA 6: la fotocamera è una 5MPX sul retro e 0.3 sul frontale. Non è nulla di eccezionale, diciamo che ci sono obiettivi da 5 mpx migliori, però il suo dovere lo svolge egregiamente. Consiglio di non usare il led flash perchè tende a rendere le foto azzurrate. Peccato per i video che sono a 30 fps, ma non raggiungono i 720 px di risoluzione (480 per la precisione) sarebbe bello se un aggiornamento successivo rendesse i video più dettagliati, ma al momento ci si deve accontentare.

    Huawei Ascend Y300

    PRESTAZIONI 8: questo è uno dei punti di forza di questo smartphone, che monta un processore Qualcomm di tutto rispetto come l’MSM8225, 1.0 GHz Dual core. Allo stessi prezzo trovate solo quelli a 800mhz o al massimo overcloccati a 1000 mhz, ma non dual core. Riesce a far girare fluidamente niente popò di meno che l’ultima versione di Android Jelly Bean 4.1, quindi una versione che equipaggia solo terminali di fascia alta. Anche facendo eseguire funzioni in maniera veloce e sconfusionata non si notano rallentamenti, soprattutto la navigazione internet è fluida e veloce. Sembra di avere a che fare veramente con un telefono di fascia medio-alta. Con l’utilizzo di internet la zona posteriore tende a surriscaldarsi. La RAM è di 512 Mb e la memoria di 4 gb espandibili a 32 gb con scheda sd.

    Il comparto telefonico è di primissimo ordine. Ricezione molto buona e qualità audio in uscita perfetta. Un po’ basso il volume del vivavoce e anche la riproduzione della musica. Per video con risoluzione superiore ai 480p si notano delle difficoltà di esecuzione.

    Huawei Ascend Y300

    BATTERIA 8: anche qui Huawei ci ha voluto stupire fornendo al nostro Ascend Y300 una batteria da 2020 mah che permette tranquillamente di arrivare a fine giornata con un uso intenso di tutte le funzioni disponibile.

    Senza dubbio un terminale destinato a spopolare durante l’estate come dimostrano le prenotazioni che ricevono i negozi. Dicono che vanno bruciati prima ancora che arrivano.

    Se volete fare il classico acquisto spendendo meno per avere di più, Huawei Anscend Y300 fa proprio al caso vostro.

    Date anche la vostra opinione !!

  • Test: Sganci CTK light

    Ho testato per voi i nuovi sganci rapidi CTK che differiscono dalla precedente versione per avere una leva piatta e larga che dovrebbe rendere più facile la chiusura e l’apertura dello sgancio. Purtroppo questa nuova configurazione rende la leva meno rigida, e la maggiore flessibilità si traduce in un minor senso di forza di bloccaggio.

    Effettivamente pesano 43 grammi e sono fatti veramente bene! Perno in titanio quindi al riparo da qualsiasi aggressione di agenti atmosferici e sporco. Hanno aggiunto tra la leva e lo scontro vero e proprio una rondella in silicone che dovrebbe permettere una maggior pressione senza rovinare i componenti.

    Tenere in mano questi sganci e una coppia tradizionale fa veramente impressione. Sembra di tenere l’aria.

    Ma veniamo alla prova: sulla ruota anteriore ho notato che se avvitavo troppo il controdado, la leva non si chiudeva del tutto, mentre se svitavo di qualche grado, la leva si chiudeva bene, ma la ruota rimaneva un po’ lasca. Magari devo regolare il gioco dei mozzi delle Vision T30, possibile che siano la causa del gioco. Sta di fatto che con gli sganci originali Vision, non ci sono questi problemi e la ruota risulta bella solida anche se lo sgancio non è chiuso a morte.

    Al posteriore invece non ho trovato grosse difficoltà, il serraggio della ruota avveniva in maniera perfetta.

    Ho fatto alcune discese a forte velocità anche su strade parecchio dissestate, ma non ho avuto problemi. Però ho sempre corso con poca fiducia e non c’è cosa peggiore che scendere a 60/70 km/h senza avere fiducia nel mezzo. Avevo il timore che con una botta potesse aprirsi lo sgancio anteriore. Infatti se facevo poca forza con un dito tendeva ad aprirsi facilmente.

    Probabilmente sono incappato in uno sgancio con qualche difetto, sta di fatto che sono ritornato quindi ai vision originali che sono veramente favolosi e con un peso nemmeno eccessivo.

    Date anche voi il vostro voto a questi sganci se li avete provati!

  • Prova ruote Vision Trimax T30

    Oggi ho provato le mie nuove vision trimax t30, pagate sui 350 euro.

    Premetto che ero in giornata no, quindi niente effetti strabilianti in salita. Però in pianura mi sono piaciute molto, sono molto rigide e si riescono a tenere sui 35 km/h senza fatica.

    Il vento laterale non lo sentono sia perchè sono da 30 mm di profilo, sia perchè i raggi non sono larghi, ma sottili.

    Ho notato che negli scarti improvvisi, tipo schivare una buca all’ultimo secondo, sono meno veloci rispetto alle aksium che avevo prima. Forse l’anteriore da 30 mm fa questo effetto.

    Sulle asperità si sente che sono più rigide, gli impatti sono più violenti e secchi, ma per fortuna il carbonio del telaio dissipa abbastanza. (altro…)