Categoria: Test & Reviews

  • Ciclocomputer Bryton Rider 420 il nuovo best buy!

    Ciclocomputer Bryton Rider 420 il nuovo best buy!

    Analizziamo il nuovo ciclocomputer Bryton Rider 420

    Questa volta Bryton l’ha fatta grossa con il nuovo ciclocomputer Rider 420
    A meno di 100 euro possiamo avere un piccolo computer sul manubrio nella nostra bicicletta. Ma andiamo a vedere insieme le caratteristiche principali di questo Garmin killer.

    Dimensioni

    Parliamo di un dispositivo compatto lungo 83.9 mm, largo 49.9 mm e spesso 16.9 mm con un peso di soli 67 grammi.

    Display

    Troviamo uno schermo LCD mono colore da 2.3” quindi la stessa dimensione del Garmin 520, che permette di mantenere le dimensioni compatte senza sacrificare la facilità di lettura.
    Utilizza La tecnologia Optical Bonding che garantisce una migliore resistenza dello schermo nei confronti di polvere, condensa, urti e shock termici. Si tratta di una sigillatura con del materiale acrilico tra schermo lcd e pannello.
    Ogni pagina ha la possibilità di visualizzare 8 campi data. Naturalmente più sono i cambi data e più piccoli sono i dati visualizzati.

    Durata batteria

    Bryton dichiara 35 ore che paragonate alle 15 del Garmin sono davvero una durata eccezionale. Sappiamo che i dati dichiarati spesso non sono raggiungibili nelle condizioni di uso quotidiano, ma anche ammettendo una efficienza del 75%, parliamo sempre di 25-30 ore di utilizzo. Insomma almeno 5-6 giri da 4 ore ciascuno. Davvero bestiale.

    GPS

    Chipset ad elevata sensibilità
    Qui la Bryton si è superata, utilizzando un chip che si appoggia ai più moderni sistemi di geolocalizzazione al momento disponibili per una massima accuratezza e velocità di aggancio del segnale.
    GPS, Glonass (Russia), BDS (Cina), Galileo (Europa) e QZSS (Giappone)
    Questo significa che anche in mezzo ad un bosco, avremo una maggiore probabilità di agganciare un segnale da uno di questi sistemi satellitari.
    Resistente all’acqua
    Avendo certificazione IPX7 non ci dobbiamo fare problemi, possiamo anche immergerci con la bici in un fiume e il Bryton non darà alcun problema.

    Navigazione

    Il Bryton Rider 420 è un ciclocomputer che permettere di seguire i percorsi, ma non dispone della cartografia. Forse questo è il vero punto a sfavore rispetto al Garmin Edge 520. Possiamo caricare i POI (punti di interesse) e addirittura gli scollinamenti, i famosi gran premi della montagna, però non potremmo avere un orientamento migliore visualizzando su una mappa, le vie, i fiumi e altri punti di riferimento. Peccato

    Registrazione

    Si possono registrare fino ad un massimo di 130 intertempi, che potrebbero corrispondere ipoteticamente a 130 giri di gara per un totale di 300 ore di registrazione.

    Funzioni

    Anche qui il Bryton ha tutte le comuni funzioni dei ciclocomputer più avanzati, velocità, cadenza, pedalata, distanza, temperatura, navigazione, altitudine, calorie e supporto ai misuratori di potenza ANT+ e Bluetooth e chi più ne ha più ne metta.
    È presente anche il sensore barometrico che lo ritengo un must per qualsiasi dispositivo di misurazione sportivo. Non mi fido dei calcoli per misurare il dislivello.
    Grazie alla connessione bluetooth tra telefono e Rider 420, abbiamo la possibilità di ricevere le notifiche di chiamate e messaggio direttamente sul display del dispositivo. Quindi non dobbiamo preoccuparci per eventuali comunicazioni importanti da parte dei nostri familiari.

    Software

    Ma veniamo alla parte succosa del nostro ciclocomputer. Quello che tutti aspettano è sapere quali software supporta il nostro piccolo Bryton ed effettivamente è qui che ci stupisce maggiormente.
    L’interfacciamento principale avviene tramite l’app Bryton Active, tramite la quale avviene la sincronizzazione delle attività tra dispositivo e telefono. Poi tramite l’app è possibile condividere i nostri dati sulle piattaforme più famose come Strava, ma anche, udite udite: Training Peaks e….. GoldenCheetah!
    Forse qualcuno conosce Training Peaks perché è un software professionale per la gestione degli allenamenti, soprattutto per i professionisti che hanno un coach e vengono seguiti quotidianamente. E’ un software che è a pagamento se si intende sfruttare tutte le sue funzioni.
    Pochi di voi però conosceranno GoldenCheetah. Una sorta di Trining peaks per noi poveri, ma non per questo meno completo. Intanto è totalmente free, ma soprattutto essendo opensource è sviluppato grazie agli utenti della comunità, sotto la direzione, diciamo così, di Mark Liversedge. Si tratta di un appassionato di ciclismo ed esperto programmatore.
    In questo modo sarà per voi più facile analizzare i vostri allenamenti e programmare le vostre sessioni di training.
    Per approfondire vi lascio il link al software GoldenCheetah.

    Conclusioni

    Personalmente mi sento di consigliarvi il ciclocomputer Bryton Rider 420 solo se non vi interessa la cartografia.
    Su Amazon si trova a 94 euro ad oggi la versione base senza sensori qui, mentre a 136 euro la versione completa qui.
    Se avete la necessità di avere la cartografia non mi resta che stra consigliarvi il modello Rider 450 che non costa tanto di più. Anzi oggi è disponibile a 108 euro nella versione base e 157 nella versione completa.
    Il valore aggiunto è dato sicuramente dalla cartografia Openstreetmap, quindi il massimo del dettaglio e della personalizzazione, sempre aggiornata.
    In più troviamo anche il wifi che consente al dispositivo di connettersi direttamente al router di casa.
    Per il resto sono sostanzialmente uguali, se non per qualche piccola funzione sugli allenamenti e il supporto al cambio elettronico.

    Se invece volete andare sul sicuro, vi consiglio il classico Garmin Edge 520 qui su Amazon.

  • Migliori integratori per ciclismo

    Migliori integratori per ciclismo

    Quando sto per acquistare gli integratori che utilizzo durante le uscite in biciletta più impegnative, mi chiedo sempre quali siano i migliori integratori per il ciclismo. Allora comincio a leggere tutti i valori nutrizionali e prendo quelli con i valori più alti. Prendevo, perchè ora ho ristretto la cerchia a due marchi solamente.

    Sono la SIS (Science in sport) una azienda inglese e la Pro Action un’azienda in provincia di Padova.

    Sono gli unici integratori che non mi provocano mal di pancia, o comunque disturbi digestivi in generale.

    Soprattutto la SIS mi da l’impressione di avere meno sostanze energetiche, ma essendo ben diluite con l’acqua sono altamente digeribili e assimilabili proprio durante il maggiore sforzo che il nostro fisico sta compiendo durante la gara o l’allenamento.

    Dall’altra parte con Pro Action sento subito il mio corpo “appagato” dall’integratore, contenendo più zuccheri, soprattutto per quando riguarda i gel.

    Dico subito che queste sono solo sensazioni personali, niente di scientifico, e possono variare da persona a persona. C’è chi si trova bene con un marchio di integratori piuttosto che un altro.

    Confronto tra i migliori integratori per ciclismo

    Vediamo quindi sulla base dei numeri, quali sono i migliori gel per il ciclismo. Ho messo a confronto i due tipi di gel che preferisco:

    Carbo Print BCAA della Pro Action

    GO Isotonic Energy della SIS

    Quello che si nota subito è la concentrazione di carboidrati per 100 ml di prodotto. I Carbo Sprint BCAA della Pro Action contengono ben 50 grammi di carboidrati, circa il 50% e rispetto ai GO Isotonic Energy ne contengono quasi il 30% in più.

    Da notare però che nella singola confezione, abbiamo quasi la stessa dose di carboidrati, perchè i gel SIS sono da 60 ml rispetto ai 50 ml dei Pro Action.

    Un fattore da evidenziare è che nei GO Isotonic Energy gli zuccheri semplici presenti nei carboidrati sono praticamente assenti, mentre nei Carbo Sprint rappresentano circa il 40% dei carboidrati.

    Questo cosa significa? Che gli zuccheri semplici da un lato sono assimilati subito dall’organismo (per questo mi danno l’idea di aiutarmi subito), ma possono provocare un picco glicemico.

    Questo può portare un affaticamento del fegato, innescare un senso di fame eccessiva, ma non necessaria effettivamente all’organismo, provocare maggiore sonnolenza oltre ad essere pericoloso per gli individui che soffrono di diabete.

    I Carbo Sprint in più contengono aminoacidi, vitamina B6, che sicuramente male non fa avendo un dosaggio bassissimo. Contengono anche un 20% in più di calorie che negli sport di endurance permettono di soddisfare la richiesta di energia da parte del nostro corpo.

    Un’altra chicca dei Carbo Sprint è il tappo richiudibile che permette di sorseggiare il gel in più volte e anche riporre la confezione usata nelle tasche posteriori senza che i rimasugli di gel vadano a inzozzare la maglietta.

    Di solito i gel li utilizzo a metà di salite lunghe e impegnative, sopra l’ora e mezza oppure quando mancano 10/20 km al termine della gara o dell’allenamento. Per questo vi consiglio di leggervi l’articolo sulle strategie di alimentazione nel ciclismo e pianificare i rifornimenti.

    In un prossimo articolo analizzeremo anche le differenze tra le barrette energetiche.

    Intanto se volete acquistare i gel descritti nell’articolo vi metto delle ottime offerte su Amazon. Se decidete infatti di fare un acquisto programmato e ricorrente si può ottenere uno sconto fino al 10% su ogni ordine.

  • Migliori borse da bici per cicloturismo

    L’accessorio fondamentale per il cicloturismo, ma anche per una semplice scampagnata con familiari e amici, sono sicuramente le borse da bici per cicloturismo. Come scegliere le migliori borse da bici per cicloturismo?

    Fortunatamente la scelta è molto vasta e i criteri per scegliere le borse da bici sono principalmente dettati dalle nostre esigenze, sia estetiche che funzionali.

    Iniziamo a distinguere due tipi di cicloturismo. Quello con la C maiuscola, intrapreso dai ciclisti che percorrono centinaia di km in sella a mezzi specifici per questo tipo di pedalate. E quello che io chiamo “della domenica”, quindi la classica scampagnata con amici e parenti, o anche da soli perchè no.

    Iniziamo con i cicloturisti seri. In questo caso la caratteristiche delle borse da bici per cicloturismo sono sicuramente la capienza, la resistenza e l’utilità.

    Capienza

    Le borse da bici per cicloturismo dovranno necessariamente contenere tutto l’occorrente per affrontare tanti km, quindi eventuali ricambi di abbigliamento, scorte alimentari che sono la benzina per le gambe e parti di ricambio per il mezzo.

    Diciamo che la capienza minima consigliata in questo caso è non inferiore ai 35/40 litri.

    Resistenza

    Tanti km, significano tante sollecitazioni, che sommate al peso di ciò che è contenuto all’interno delle borse lateriali, si traduce in uno stress importante per i materiali.

    Per questo ci dobbiamo affidare alle ditte più famose che assicurano una manifattura garantita con materiali di qualità.

    Anche gli agenti atmosferici mettono alla prova le borse laterali, sia il sole che la pioggia sono i nemici più ostici da cui difendersi.

    Per la pioggia, oltre ai materiali antipioggià appunto, esistono delle coperture con cui si possono avvolgere le borse e impedire che l’acqua penetri attraverso tessuti e cerniere.

    Per il sole, diciamo che solo i materiali di qualità permettono alle borse di resistere tante stagioni senza scolorimenti o irrigidimento dei tessuti che spesso portano allo squarcio delle borse.

    Utilità

    Con il termine utilità intendo tutte quelle caratteristiche “accessorie” alla caratteristica di una borsa, cioè quella di contenere.

    Ad esempio ci sono modelli di borse laterali per cicloturismo che hanno degli occhielli o dei passanti che permettono di attaccare faretti o catarifrangenti. Da non sottovalutare soprattutto se si pedala di sera o alle prime luci dell’alba.

    Oppure alcuni modelli prevedono una sorta di ragnetto elastico per contenere oggetti a cui si deve accedere più volte e in breve tempo.

    Insomma tutte quelle caratteristiche che danno valore aggiunto alle nostre borse.

    Consiglio acquisto borse da bici per cicloturismo

    quali sono le migliori borse da bici per cicloturismo

    Vi propongo una lista di borse che secondo me meritano di essere prese in considerazione per l’uso cicloturistico intenso.

    Vaude Aqua Back

    Parto quindi con il marchio che è una garanzia, VAUDE

    le borse da cicloturismo sono il modello VAUDE Aqua Back

    il prezzo è importante, ma sono qualitativamente uno scalino sopra a tutte le altre. Ce ne sono di vari colori, e in base al colore si può risparmiare qualche euro.

    Hanno una capacità di 48 litri e se le acquistate state tranquilli che vi arriva un set di 2 borse.

    Una caratteristica che mi piace molto di queste borse è lo “schienale” rigido. Cioè la parte che si appoggia al telaietto portapacchi è di plastica rigida e ha un sistema di fissaggio molto semplice che permette di fissare e togliere le borse molto facilmente.

    Le dimensioni di ciascuna borsa (24 litri x 2) sono 37 x 33 x 19 cm.

    Sono completamente impermeabili grazie ad una particolare termosaldatura e sono fatte in Germania, che non guasta mai.

    Docooler

    Per scendere di prezzo ci sono queste borse docooler, Borsa per Mountain Bike, Multifunzione

    Borse docooler bici
    Borse da bici docooler

    Sono di buona fattura e presentano una serie di accessori molto interessanti. Come varie tasche esterne per inserire piccoli oggetti al volo o agganciare luci o altro. Attenzione sono impermeabili solo nella zona vicino alla ruota, mentre per una protezione totale è necessario un telo apposito.

    Hanno una capienza dichiarata di 35 litri e costano poco più di 40 euro qui

    Ortlieb Back Roller

    Un altro marchio sinonimo di garanzia è Ortlieb con il modello di borse da bici Back Roller City

    migliori Borse da bici Ortlieb back roller

    Costano poco più di 80 euro qui, ma sono completamente impermeabili. Hanno una capacità di 40 litri e le dimensioni sono 42×23/32×17 cm

    L’unico difetto sono la mancanza di una maniglia per prenderle e le cinghie non sono allungabili, quindi se si esagera con il contenuto, si rischia di non riuscire a chiuderle.

    Per fortuna sono molto capienti e anche esteticamente belle.

    Consiglio borse per gite domenicali

    Le borse da bici per le gite domenicali sono molto meno esigenti dal punto di vista tecnico. In linea di massima di guarda più all’aspetto estetico e alla trasportabilità.

    Come capienza siamo intorno ai 20/25 litri, quindi con ingombri ridotti che permettono di non essere di intralcio nelle passeggiate.

    Non è obbligatoria l’impermeabilità, in quanto in caso di pioggia difficilmente si decide di fare la gita fuoriporta. Discorso diverso se si utilizzano per recarti al lavoro. Lo scroscio d’acqua è sempre imprevedibile.

    Un fattore importante è la trasportabilità. Può capitare di utilizzare la bici per visitare un luogo di interessa come un parco o una città e necessariamente il bagaglio va portato con sé. Le borse quindi devono avere apposite maniglie e/o spallacci per il trasporto e devono avere dimensioni contenuti.

    Ecco alcune borse che possono fare al caso vostro:

    HAPO-G 11202183 Borsa posteriore

    Personalmente ho scelto questo modello HAPO-G 11202183 Borsa posteriore

    Le trovo comode perchè sono poco profonde e ottime per trasportare materiale per pic-nic o abbigliamento. in più sono impermeabili il che non guasta certamente. Esteticamente possono piacere o non piacere, ma sono davvero fatte bene.

    Come caratteristica in più hanno il comodo ragnetto elastico per infilare al volo una bottiglia d’acqua, una giacca, un pallone e altro.

    Hanno una capacità di circa 14 litri e le dimensioni sono circa 33x24x8

    Hanno un prezzo davvero basso se le acquistate da qui a circa 19 euro.

    Borse hapo-g
    HAPO-G
    Borse hapo-g visione laterale

    M-Wave Borsa Portapacchi Amsterdam

    Parlano bene anche di queste borse da bici M-Wave Borsa Portapacchi Amsterdam, ma le consiglio solo se volete spendere poco ed avere delle borse molto capienti.

    Hanno una capacità di 30 litri e le dimensioni sono 34 x 17 x 30 cm. Insomma un po’ ingombranti per i miei gusti.

    Nonostante questo si rivelano di buona fattura e molto comode sia per gite fuoriporta, ma anche per cicloturismo.

    Costano solamente 22 euro se le acquistate da qui

    Borse m-wave

    Fatemi sapere cosa ne pensate di queste borse e le vostre personali esperienze con il cicloturismo. E quali sono secondo voi le migliori borse da bici per cicloturismo?

  • Recensione pedali Look Keo 2 Max

    Recensione pedali Look Keo 2 Max nuova versione 2019

    Per voi oggi ecco la recensione Pedali look keo 2 max. Li potete trovare in offerta su Amazon

    Perchè ho scelto i pedali Look Keo 2 Max ? Dovevo sostituire i miei Exustar PR200 perchè dopo 5 anni di utilizzo si erano un po’ arrugginiti nella zona tra il corpo del pedale e l’asse del pedale. Insomma non erano un bel vedere.

    Sono tornato quindi ai look, perchè tutto sommato mi sono sempre trovato bene e perchè sono i pedali più diffusi nel ciclismo amatoriale.

    Naturalmente non appena li ho visti in offerta su Amazon ho deciso di acquistarli, anche perchè la versione 2019 promette un incremento della superficie di contatto del 25% (non poco).

    Per acquistarli su Amazon vi lascio il link Look Keo 2 Max

    Le caratteristiche più importanti di un pedale quali sono?

    Sicuramente la superficie di appoggio tra tacchetta e pedale. Maggiore è la superficie e meglio verrà trasmessa la potenza dalle gambe alla trasmissione.

    Nella versione 2019 i pedali Look keo 2 Max hanno visto un incremento del 25% della superficie di appoggio arrivando fino 500 mm, sia grazie l’aumento della larghezza del pedale che è passato da 57 a 60 mm e sia grazie ad un nuovo disegno della placca di alluminio che promette una maggiore ottimizzazione del contatto tra pedale e tacchetta.

    pedali look keo 2 max

    Come si può vedere nell’immagine che ho elaborato, la zona rossa rappresenta l’incremento della superficie nella versione 2019 rispetto alla precedente.

    confronto superficie pedali look

    Anche la struttura del pedale è importante. Deve trasmettere nel miglior modo possibile la potenza ed essere più rigido possibile. Sono da evitare i pedali che flettono verso il basso o alle estremità anteriore e posteriore.

    Un altro fattore importante per un buon pedale è il materiale di cui è composto. Deve essere duraturo e difficilmente attaccabile dagli agenti atmosmerici.

    E’ stata apportata una ulteriore miglioria anche in questo caso. Nel perno in acciaio del pedale ci sono due cuscinetti collegati da una rondella zigrinata. Nella nuova versione al posto della rondella è stato inserito un distanziale conico. Questa modifica conferisce una maggiore fluidità di scorrimento, quindi la riduzione delle tolleranze, a tutto vantaggio dell’affidabilità nel tempo.

    look keo 2 max new conical spacers

    La sensazione di un bell’appoggio del piede sul pedale si sente subito rispetto ai miei exustar. Difficile dire se è avvertibile rispetto ai Look keo 2 max della vecchia versione. Parliamo di pedali molto efficienti da quel punto di vista.

    Pesati con il bilanciano siamo ad un peso di 133 gr per pedale, contro 120 gr dei miei precedenti Exustar. La cosa stupefacente è che il peso rispetto alla versione 2018 è rimasto invariato. Davvero un ottimo lavoro di Look.

    Esiste anche la versione Carbon che differisce dai pedali standard per una leggera diminuzione di peso. Si passa dai 130 gr della versione standard ai 125 gr dichiarati della versione Carbon. Un risparmio del 4% di peso ad un costo più alto del 18% mediamente. Ne vale davvero la pena?

    Ecco il link per acquistare i pedali Look Keo 2 max Carbon

  • Luce led per bici

    Recensione luce led per bici xlite100

    Con l’aumento del traffico nelle nostre strade l’unica possibilità che abbiamo per difenderci dalle automobili è quella di renderci più possibile visibili. L’unica parte in cui siamo visibili è il posteriore della bici e la nostra schiena. La luce led per bici xlite100 potrebbe fare al caso nostro.

    L’abbigliamento ormai ci permette di avere inserti riflettenti ovunque, mentre per la bici il mezzo ideale per farci notare è una bella luce a led rossa, magari ad intermittenza. Può sembrare inutile, ma anche di giorno è importante attirare l’attenzione dell’automobilista distratto.

    Con la luce del sole ci vuole quindi una luce abbastanza potente, così mi sono messo in cerca nel web delle migliori soluzioni. Purtroppo il costo dei fanalini o era troppo elevato, oppure quelli economici non fornivano luce a sufficienza.

    Grazie alle pubblicità basate sulle nostre ricerche (grazie google per spiarci) continuava a comparirmi il banner pubblicitario di una luce posteriore, che oltre ad essere molto accattivamente esteticamente, aveva delle fuzioni particolari molto interessanti.

    La luce led in questione è il modello xlite100 e la potete trovare su Amazon cliccando su questo link

    luce led bici xlite100

    Veniamo alla descrizione della luce a led xlite100. Come si può vedere dalle immagini del prodotto, le funzioni principali di questo fanalino sono:

    • indicatore di frenata
    • illuminazione automatica
    • spegnimento/accensione automatica
    • corpo in alluminio CNC
    • impermeabile con certificazione IPX6
    • disposione a led circolare

    L’indicatore di frenata è la caratteristica che contraddistingue questo prodotto rispetto alla concorrenza. Grazie ad un semplice oscilloscopio, il dispositivo rileva le decelazioni della bicicletta e aumenta la luminosità al massimo durante la manovra. Molto ultile se si è in gruppo e dietro di noi ci sono altri ciclisti.

    migliore luce a led
    xlite100
    luce per bici

    L’illuminazione automatica avviene con un sensore di luminosità che accende o spegne i led a seconda della luce.

    Lo spegnimento/accensione automatica avvengono sempre grazie all’oscilloscopio. Quindi se appoggiamo la bici cletta per più di 10 secondi il led si spegne, mentre quando la prendiamo in mano e quindi la muoviamo, i led si riattivano.

    Tutte queste funzioni automatiche (illuminazione in base alla luce e accensione e spegnimento automatici) si attivano se spostiamo il selettore posto sul retro del nostro faretto, su AUTO. Se lo impostiamo su MANUAL il faro rimane sempre attivo, sia in presenza del sole sia se appoggiamo la bici più di 10 secondi.

    L’accensione e lo spegnimento del faro sono subordinare ad un pulsante posto all’interno del cerchio formato dai led. Con brevi pressioni cambiamo la tipologia di segnalazione:

    led stop frenata
    • accensione e spegnimento soffuso
    • blinker
    • lampeggio a ritmo irregolare

    Mediante pressione prolungata per 2 secondi, il faretto si spegne del tutto.

    Per la luce posteriore led xlite100 la casa produttrice dichiara una durata di circa 20 ore, ma mi prometto di testare la durata effettiva.

    La ricarica avviene in circa 2 ore per mezzo di un cavetto USB che si connette al faro grazie alla porta micro-usb posta su retro.

    Sulla carta promette di essere uno strumento molto utile, bisogna solamente verificare che sia affidabile perchè sappiamo che in bici da corsa si affrontano situazioni climatiche di tutti i tipi. Sole, calore, pioggia, umidità ecc ecc….

  • Salopette Sportful Fiandre NoRain Team BibTight : la recensione

    Siete alla ricerca di una salopette per allenarvi d’inverno? Ecco Salopette Sportful Fiandre NoRain

    Salopette Sportful Fiandre NoRain testata per voi: un prodotto davvero confortevole ed economico che fa al caso vostro.

    Chi è Sportful?

    Eh si, devo dire che mi sono sacrificato volentieri questa volta. Scherzi a parte, prima di parlarvi della mia nuova salopette, vi spiego come ho scelto questo prodotto.

    Stavo cercando una salopette invernale per queste giornate fredde e umide. Purtroppo mi sono imbattuto subito nei prezzi esagerati dei marchi più blasonati. Ogni anno le case produttrici descrivono i nuovi prodotti come i migliori sulla faccia della terra. Aggiungono una cucitura o un disegno in più e il modello dell’anno precedente diventa subito obsoleto e di una tecnologia superata.

    Così ho cercato un prodotto che non costasse una cifra folle e che allo stesso tempo risultasse affidabile e di buona fattura. Leggendo tra i forum più famosi mi sono convinto che gli sportful fiandre norain, rispecchiassero sicuramente il primo requisito e cioè non costare una follia.

    Sportful Fiandre NoRain Team BibTight
    Sportful Fiandre NoRain Team BibTight

    Appena arrivata l’ho voluta subito provare e complice il freddo di questi mesi, l’ho messa subito a dura prova.  E’ indubbiamente elastica, ma indosso comprime uniformemente le gambe, senza stringere determinate zone.

    Da’ un senso di calore appena la si  indossa, però risulta traspirante a sufficienza per fare in modo che il sudore evaporti velocemente. Ho preso una taglia L però ho l’impressione che vesta lungo. Per questo nella zona caviglie me la trovo un po’ arricciata, ma non è un problema in quanto metto dei calzini invernali a coprire.

    Dopo 3 ore di allenamento la temperatura delle gambe rimane costante ed è questo l’importante. Temevo un po’ che mi potesse abbandonare con il freddo e il vento, ma la zona ginocchio e coscia e bene schermata. Complice forse la protezione contro la pioggia di cui è provvista questa salopette. Non ho intenzione di provarla sotto l’acqua battente, ma in ogni caso sarei un po’ scettico sul fatto che non faccia passare l’acqua.

    Sul posteriore si trova una sorta di paraspruzzi per non rimanere bagnati, ma non l’ho ancora utilizzata con l’asfalto umido. Qui nel nord-est non piove da parecchio tempo purtroppo.

    Sull’esterno ci sono 2 coppie di fascette riflettenti che male non fanno di cerrto in caso di poca luce.

    In conclusione mi sento soddisfatto di questa salopette, soprattutto per averla pagata poco. Promossa a pieni voti

     

    Sportful Fiandre NoRain Team BibTight
    Sportful Fiandre NoRain Team BibTight

  • Come installare le mappe Openstreetmap nel Garmin Edge 520

    Come installare le mappe Openstreetmap nel Garmin Edge 520

    Aggiornare le mappe originali del garmin edge 520 con le mappe Openstreetmap

    Nella mia recensione su Garmin Edge 520 avevoscritto che si possono sostituire la mappe di base con quelle specifiche per la bicicletta, le Openstreetmap.
    Questo perchè le mappe originali sono meno dettagliate essendo pensate per le automobili e non visualizzano magari le stradine di campagna, o altre vie non accessibili se non con la bicicletta.
    Fortunatamente nel nostro edge 520 esiste la possibilità di installare le famosissime Openstreetmap seguento pochi semplicissimi passaggi:

    Scaricare la propria mappa preferita

    Prima cosa, andate su http://garmin.openstreetmap.nl/. E’ un sito dedicato che permette di trovare le mappe che vi servono, ed è gratuito!

    Seconda cosa, scegliete il tipo di mappa ciclistica. È il primo menu del sito:

    Set-Downloadable-maps-to-bike-routes


    Se ve lo state chiedendo, ‘fiets’ in tedesco significa ‘bike’ (bici).
    Se saltate questo passaggio, la mappa non sarà molto utile, in quanto quelle specifiche per bici sono più leggere, così ce ne staranno di più e non daranno indicazioni per il passaggio su autostrade.
    Il passaggio successive è selezionare l’area della mappa che vogliamo importare sul nostro garmin. Potrete selezionare un intero stato, ma la mappa sarà talmente grande da non entrare nella limitata memoria del 520 (avete solo 100Mb di memoria). Come potete vedere la mappa è divisa in porzioni.

    Bike-Maps-For-Garmin-Tiles

    Dopo aver individuate la porzione di mappa di vostro interesse, dovrete abilitare la ‘manual selection’ appena sopra la mappa:

    Enable-Manual-selection-for-Garmin-bike-maps


    Adesso potete selezionare la porzione di mappa di Vostro interesse. Facendo questo, buttate un occhio sulla barra di sinistra, ci sarà una stima della pesantezza del file, quindi cercate di stare sotto i 90Mb (io consiglio 25/30Mb). Potete anche scaricare di più (circa 100Mb), ma avete bisogno di spazio per le vostre sessioni, strava and altri file. Se rimanete sotto i 90Mb avrete spazio a sufficienza per il file Garmin e Strava.

    keep-the-garmin-bike-map-small-enough

    Una volta effettuata la selezione che più vi soddisfa, inserite la vostra email e la vostra mappa richiesta andrà in coda.

    Screen-Shot-2015-11-22-at-10.38.38

    I server del sito genereranno un’unica mappa che include tutte le porzioni che avete scelto. Questo richiederà un po’ di tempo, dipende dalle richieste del server in quel momento. Solitamente entro 5/10 minuti

    Installazione della mappa nel Vostro Garmin Edge 520

    Una volta pronta riceverete un link sulla vostra email. Seguento il link sarete condotti in una pagina con alcuni download:

    Download-options-for-Garmin-Bike-maps

    L’unico che vi serve è ‘openfietsmap_lite_gmapsupp.zip’. Quello sopra license.txt. Gli altri file servono nel caso in cui vogliate utilizzare la mappa su altre piattaforme, quindi ignorateli. Dopo che il download sarà completato, potrete decomprimere il file.
    Nel file zippato troverete un file gmapsupp.img (potreste non visualizzare l’estensione nel vostro sistema).
    Questo è il file da copiare nel vostro Garmin Edge 520. Perciò adesso che ce l’avete, procedete connettendo l’Edge 520 al Vostro PC utilizzando il cavo USB e aspettate che sia visualizzato come disco esterno nel Vostro sistema. Qui vedete una schermata del Mac, ma la procedura è la stessa in Windows.

    Garmin-Edge-520-mounted-as-drive-e1448183509564

    In Edge 520 vedrete una cartella chiamata Garmin e dentro un file chiamato ‘gmapbmap.img’. La dimensione di tale file è di circa 45MB e si tratta del file che andremo a sovrascrivere.

    ATTENZIONE – IMPORTANTE!!

    Prima di sovrascrivere il file fatevi una copia in locale e tenetela al sicuro come un eventuale backup. Scaricatevi e rinominate il file ‘gmapsupp’ in ‘gmapbmap’ (mantenendo l’estensione .img). Nell’esempio ho mantenuto la mappa originale Garmin nella stessa cartella rinominandola con il suffisso _backup. Rinominando la mappa scaricata in ‘gmapbmap’.

    Rename-the-Garmin-Map-file

    Adesso siete pronti per copiare la nuova mappa nel Garmin Edge 520. Copiate il file e selezionate l’opzione ‘sovrascrivi’ confermando con un ‘sì’. Aspettate che la copia sia terminata. Se avevate deciso si cancellare la mappa originale e poi copiare la nuov mappa, dovrete svuotare il cestino per liberare definitivamente la memoria del garmin..
    Poi, quando tutto è terminato, fate una rimozione sicura del Garmin 520. (tasto destroy del mouse su Garmin -> espelli). Dovrete effettuare la rimozione sicura per verificare che effettivamente la copia sia avvenuta con successo. Questo era l’ultimo passaggio, ora potete sconnettere il Garmin ed accenderlo. Verrà caricata la nuova mappa, che potrete vedere nella schermata di avvio (ci metterà qualche secondo ma è molto veloce) e sarete pronti ad utilizzarla!

    Open-Bike-Map-on-your-Edge-520

    Se avete domande o siete in difficoltà con la procedura, lasciate un comment sotto oppure contattatemi su Facebook, Twitter o Telegram. Sarò lieto di aiutarvi!
    Openstreetmap è un progetto open source, mantenuto da volontari che spendono il loro tempo sviluppando le mappe e aggiungendo informazioni. Potete dare il Vostro aiuto facendo una donazioneo fornendo voi stessi informazioni! L’hosting di Garmin OpenStreetMap è sponsorizzato da Oxilion e altri.
    P.S. Il Vostro Garmin 520 può funzionare anche senza mappe.
    P.P.S. Se ricevete un errore durante un aggiornamento a causa di mancaza di spazio, cancellate temporaneamente il file della mappa e copiatelo nuovamente dopo aver terminato l’aggiornamento software.

    Se volete acquistare un Garmin Edge 520 potete farlo tramite Amazon e avere una maggiore garanzia sui prodotti.

    Potete scegliere tra il Garmin Edge 520:

    Oppure il suo successore Garmin Edge 520 Plus:

  • Recensione Garmin Edge 520

    Recensione Garmin Edge 520

    A luglio 2015 Garmin ha messo sul mercato un nuovo GPS per gli amanti del ciclismo, un vero e proprio gioiello di tecnologia.
    A confronto del predecessore Edge 500, qualcuno potrebbe dire che sono la stessa cosa, a parte qualche miglioria a livello di display, come colori e ampiezza, ma non è così.
    Vediamo insieme le caratteristiche di questo dispositivo.

    GPS

    Intanto il sistema GPS può vantare il sistema di satelliti russo GLONASS, che non fa altro che aumentare la disponibilità dei satelliti e quindi rendere più veloce l’aggancio del segnale, più preciso e in caso di scarsa copertura, dovuta ad alberi ed altri ostacoli, anche una maggiore probabilità di captare il segnale.
    Utilizzare contemporaneamente il sistema gps e glonass porta ad un esaurimento più veloce della batteria.

    HARDWARE

    IMG_4387Per quando riguarda la parte estetica l’elemento che balza all’occhio è l’ampiezza dello schermo e la sua leggibilità (ben 2,3 pollici e 200×265 pixel), pur mantenendo delle dimensioni piuttosto compatte. Per fare un confronto con il vecchio 500 queste sono le dimensioni:
    500
    Lunghezza 69mm
    Larghezza 48mm
    Altezza 22mm
    Peso 57gr

    520
    Lunghezza 73mm
    Larghezza 49mm
    Altezza 21mm
    Peso 60gr

    La durata della batteria è data per 15 ore, un po’ meno rispetto al predecessore, ma è sufficiente per almeno 3/4 uscite lunghe, quindi non è un problema. Ho fatto una uscita di 4 ore la domenica e il martedì altre 4 ore e mezza e la batteria era a metà. Considerando che sono ai primi cicli di ricarica l’autonomia non può che migliorare.

    Nella confezione viene fornito sia l’attacco standard con gli elastici, sia il più moderno attacco per posizionare il dispositivo davanti al manubrio, per una lettura immediata e comoda. Ho trovato quest’ultimo poco estetico, in quanto mantiene il garmin sopra il livello del manubrio e la pipa, non a filo come con un’altra staffa garmin in mio possesso. Ho quindi deciso di tenere quest’ultima.

    FUNZIONI

    Qui potrei scrivere pagine e pagine, ma mi limito ad indicare le funzioni che sono più interessanti secondo me.
    C’è una maggiore attenzione alla parte misuratore di potenza, infatti il piccolo 520 permette di calcolare il VO2Max, che insieme all’impostazione dell’FTP, trasforma il dispositivo in un piccolo laboratorio che in tempo reale ci descrive la nostra performance. Naturalmente non sono in grado di dire se veramente sia affidabile il VO2Max che viene calcolato, ma perché non fidarsi ?? 😉
    garmin-connect-iqUn’altra bella innovazione si chiama Connect IQ, una serie di app ancora in fase primordiale che abbelliscono e arricchiscono il garmin di nuove funzioni, graficamente molto belle ed immediate. Ad esempio ci sono delle dashboard analogiche che indicano velocità, potenza e zone di potenza / frequenza cardiaca. Ci sono ancora dei difetti da sistemare, come le impostazioni delle app che non rimangono memorizzate, ma Garmin in questi giorni ci sta lavorando, anzi dovrebbe essere uscito un nuovo firmware proprio la settimana scorsa.
    Connettendo il garmin con lo smartphone via Bluetooth saremo avvisati sia per SMS sia per chiamate in arrivo.
    Altra utilità è la possibilità di impostare n profili, ad esempio, allenamento, corsa, gara e per ognuno di questi impostare le schermate e i campi dati differenti. Ad esempio in gara non ci interessa l’ora del giorno o la temperatura, cosa che ci può interessare in una normale uscita domenicale. Devo dire che questa funzione la trovo veramente utile.

    amowjq12amq24hauyutvSe volete potete far interagire il 520 con la serie di luci Varia della Garmin, per comandarle dal dispositivo, oppure potrete visualizzare i campi dati direttamente negli occhialini Garmin Varia Vision, oppure tenere sotto controllo la situazione alle vostre spalle con il Varia Radar. Insomma ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche aggiungo io.phpifybyo
    Il resto delle funzioni sono quelle basilari del garmin 500, qualcosa più qualcosa meno.

    SEGMENTI STRAVA

    Una delle funzioni che più mi piace è l’integrazione in tempo reale con Strava. Mediante un abbonamento Premium (non necessario) è possibile avere in tempo reale il confronto in un segmento con il nostro amico strava davanti a noi, oppure con la nostra Best prestation.
    Ho scritto che l’abbonamento premium non è necessario perché, se vogliamo ottenere lo stesso risultato basta importare a mano i segmenti sul dispositivo. Naturalmente è più scomodo rispetto all’abbonamento premium che permette di avere tutti i segmenti che si andranno a percorrere in tempo reale, basta mantenere il collegamento Bluetooth con lo smartphone.

    CARTOGRAFIA

    Utilissima la cartografia che potremmo utilizzare per seguire dei percorsi precaricati, oppure se ci siamo perso o non conosciamo le strade della zona.
    Personalmente ho caricato le mappe di Opencyclingmap che sono specifiche per la bicicletta, infatti indicano le fontane e tutti i punti di maggiore interesse per chi pedala.
    La procedura è molto semplice e ve la trovate qui 

     

    VALUTAZIONE FINALE

    Dopo alcune ore di utilizzo non posso che essere soddisfatto del 520, sia per quanto riguarda la precisione del segnale, ma venivo da un edge 500 che mi faceva impazzire quando perdeva il segnale nelle salite a quote elevate.

    L’innesto sul supporto manubrio mi sembra molto più fluido e meno stressante per le alette che in passato si potevano rompere.

    Le funzioni sono veramente tante e sfido chiunque ad utilizzarne solo la metà. Si tratta veramente di un gioiellino di tecnologia che abbinato ad un sensore di potenza esprime il massimo della sua potenzialità.

  • BePro misuratore di potenza di Favero recensione

    E’ entrato in scena quasi in punta di piedi nel mercato mondiale il nuovo misuratore di potenza italiano BePro di Favero, un azienda del Trevigiano.
    Si tratta di un misuratore installato sui due pedali oppure su uno solo (come il Vector S), ad ogni modo il funzionamento è uguale, solamente che il doppio pedale somma la potenza dei singoli misuratori, mentre il singolo pedale raddoppia la potenza della gamba nel lato in cui viene installato. Nella confezione del singolo misuratore è compreso il pedale opposto.
    pedali bepro
    Questo comporta ormai il risaputo “difetto” di fare una misurazione che dipende dal bilanciamento degli arti inferiori. Non tutti pedaliamo 50%-50% e sopratutto a varie intensità di sforzo questo bilanciamento può variare.
    Poco importa, l’importante è la ripetibilità della misurazione.
    I due aspetti che rendono questo dispositivo molto allettante e potenzialmente pericoloso per la concorrenza sono sicuramente il prezzo da una parte: 499 il singolo, 749 il doppio;
    dall’altra parte la semplicissima installazione a prova di imbranato.
    Grazie a delle specie di dime/adesivi e alle chiavi in dotazione è possibile effettuare una installazione con una bassissima probabilità di commettere errori di serraggio. Quindi la chiave dinamometrica non è necessaria come per altri misuratori.
    kit installazione BePro
    chiave dinamometrica BePro
    confezione BePro
    L’unita à dotata di una porta microUSB per effettuare le ricariche, con relativo sportellino in gomma per evitare che sporco e acqua possano entrare.
    porta micro usb BePro
    Il pod è immerso in una speciale resina, quindi l’involucro che si vede è appositamente studiato per resistere a tutti i tipi di maltrattamento (o almeno si spera).
    La modalità di comunicazione avviene solamente tramite ANT+ e al momento non è prevista l’opzione Bluetooth a basso consumo energetico, ormai in voga grazie al diffondersi delle applicazione sportive per smartphone.
    Questo possiamo considerarlo sicuramente una mancanza, ma a volte la semplicità rende un dispositivo meno soggetto a problematiche. Posso portare dell’esempio dello Stages che per i primi mesi ha sofferto di drain-battery dovuto al non spegnimento del bluetooth durante lo stand-by.
    Le tacchette sono compatibili con le Keo originali, quindi nessun problema.
    Altra nota positiva la possibilità di scegliere il pedale equipaggiato con il sensore, lato destro o sinistro, credo più per una questione di comodità personale che per una questione di funzionamento.
    tacchette BePro compatibili look keo
    Anche se c’è da dire che se si sceglierà di misurare la gamba su cui la potenza è bilanciata maggiormente si rischia una sovrastima dei dati. Nel caso contrario avremo una sottostima dei dati. Problema risolto con l’utilizzo dei 2 sensori su ambo i lati. Anzi in questo caso avremo anche la possibilità di rilevare l’efficienza della pedalata.
    Il vantaggio di avere il misuratore sui pedali è sicuramente il poterli spostare da una bici all’altra senza modifiche o impedimenti dovuti all’incompatibilità.
    Dall’altra parte sono più esposti ad eventuali cadute, ma tutto sommato nello shop sono presenti tutti i pezzi di ricambio.
    Il peso del corpo pedale più pod è di 150 grammi circa, un vero record se pensiamo che un pedale look keo pesa pochissimi grammi in meno, circa 125 gr.
    Le specifiche di Favero danno come autonomia 30 ore che equivalgono circa a 7 uscite lunghe, non male direi.

    Per la qualità delle misurazioni non posso al momento scrivere nulla, speriamo in futuro di poterli provare.

    Ho saputo che è uscito un aggiornamento firmware dei pedali, o meglio un aggiornamento del software che perette di aggiornare facilmente i pedali e allo stesso tempo impostare dei settaggi più o meno importanti.
    Ad esempio si possono impostare la lunghezza delle pedivelle, parametro importantissimo, il funzionamento dei led e non ultimo si può impostare una correzione sulla lettura della potenza (utile nel caso ci possano essere delle stime sballate a causa dell’utilizzo delle corone ovali)
    Ultima chicca, l’impostazione “shipping mode” una modalità di risparmio energetico utilizzabile sia per la spedizione e lo stoccaggio del prodotto presso i dealer, sia nel caso si preveda di non utilizzare la bicicletta per parecchio tempo.

    software bepro

    Sono molto fiero di questo prodotto primo perchè è made in Italy e poi perchè l’azienda è nella mia Treviso.

  • Test e recensione Canyon Ultimate CF SL 9.0

    E’ passato un po’ di tempo dall’uscita di questo modello, fratello minore del più blasonato SLX. La differenza tra i due telai è principalmente nel peso, quindi ipotizzo che sono state utilizzate delle differenti fibre di carbonio. Mentre le forcelle sono le medesime.
    La nota positiva è senza dubbio la geometria Sport, che pur mantendo una linea racing, permette di avere stack e reach superiori rispetto ai telai della concorrenza.
    Per avere geometrie simili bisogna andare sui modelli “gran turismo” che ormai ogni casa mette a disposizione, ma spesso si tratta di telai esteticamente meno aggressivi. Anche se non mancano quelli fatti veramente bene tipo Scott Solace e Trek Domane per citarne un paio.
    La qualità dei materiali mi ha veramente stupito, vendendo da una Cannondale che in realtà mi ha deluso sotto questo punto di vista. Le rifiniture sono molto ricercate e conferiscono alla bicicletta un certo senso di robustezza misto a raffinatezza. Mi ha impressionato lo stem che ricorda molto il ritchey superlogic o il Pro, quado in realtà si tratta di un modello fatto in casa Canyon.
    Lo stesso dicasi del reggisella VCLS, senza tanti fronzoli, ma esteticamente accattivante, sulla falsa riga del FSA. Inutile dire che lo smorzamento delle vibrazioni è fantastico.
    La serie sterzo è la comodissima Acros che si regola facilmente con un piccolo cacciavitino lateralmente, chiudendo una piccola vite che genera pressione tra stem e cuscinetto sterzo.
    Anche la piega manubrio è stata rivista e presenza uno schiacciamento nella zona dell’impugnatura in presa alta. Davvero notevole.
    Canyon Ultimate CF SL
    Il telaio è fantastico, sia esteticamente, ma de gustibus, sia nella guida. Sinceramente me lo aspettavo più rigido nella zona sterzo, ma a confronto con il mio supersix mi sembra meno rigido. Questo però conferisce una maggior sicurezza sull’anteriore, infatti permette di correggere maggiormente la traiettoria in curva, senza compromettere la sicurezza. Forse tutto questo dipende anche dalla ottima e leggera forcella derivante dalla SLX. Un capolavoro!
    Il resto del telaio mi sembra sufficientemente rigido e questo lo si può testare facilmente mettendo la bici sui rulli, in piedi sui pedali non si avverte alcun molleggiamento del telaio.
    Il passaggio dei cavi è interno e realizzato bene, anche se l’ingresso cavi nel tubo obliquo poteva essere fatto meglio, sembra un foro fatto con il trapano insomma.
    Per il gruppo mi sono affidato allo stra collaudato ultegra che nella versione 11 velocità ha raggiunto una velocità e una leggerezza di cambiata da rimanere a bocca aperta. Rispetto al modello precedente si nota subito la differenza sul deragliatore anteriore. Un piccolo gesto sulla leva e la corona sale dal 36 al 50 e anche sulla corona grande ci sono 2 microaggiustamenti come sulla corona piccola.
    Anche esteticamente la guarnitura ha fatto un grande passo in avanti, soprattutto dal lato pratico. Ora si possono cambiare le corone senza difficoltà, passando dal 50 al 53, dal 34 al 36 senza problemi di compatibilità. Si possono addirittura installare le rotor.
    Le ruote in dotazione sono le inossidabili Mavic Elite S, hanno un buon peso, e una robustezza degna di nota. Permettono frenate al limite senza pensieri.
    Le ho sostituite con una paio di tubolari in carbonio da 50mm e la differenza si fa notare. Nei rilanci la bicicletta è più reattiva e nelle salite da fare a bomba questo di traduce sicuramente in un vantaggio.
    Insomma sono davvero soddisfatto del mezzo e Canyon non mi ha deluso. Ora è uscito il modello nuovo della ultimate cf slx e la cosa che si nota subito è l’abbandono della geometria sport, quindi sono contento di aver acquistato questo telaio prima che ritornino le bici lunghe e con serie sterzo basse. Purtroppo la mia schiena è da impiegato, non da professionista.