Categoria: Test & Reviews

  • Prova e recensione occhiali Salice 006

    Durante l’ultimo mio giro alpino, Passo Rolle-Passo Valles-Forcella xxx, sfilando mi gli occhiali dal casco, ho perso uno dei gommini che ricopre una delle stanghette dei miei Salice 004. Avendoli pagati relativamente poco ho pensato che il pezzo di ricambio sarebbe costato più degli occhiali, in più sapete come siamo noi ciclisti, ogni occasione è buona per cambiare meteriali.
    Così mi sono messo alla ricerca dell’occhiale che avesse fatto al caso mio e che avesse le seguenti caratteristiche:
    montatura importante, ma non pesante
    lenti polarizzate
    lenti a specchio rosse
    basso costo.
    Scartati gli Oakley per il prezzo spropositato per un paio di occhiali di plastica e scartati alcuni modelli perché esteticamente non soddisfacenti (zerorh+, rudy project ecc ecc), mi sono ricordato di un mio pallino: i salice 006 che utilizzano diversi professionisti!
    Ho trovato un sito veramente affidabile e veloce e con poco più di 70 euro, ho ricevuto i miei splendidi occhiali.
    Appena aperta la confezione e presi in mano, ho notato subito una differenza altissima di qualità rispetto al modello 004 entry level.
    Le plastiche sono robuste e con una ottima lavorazione, la scatola è realizzata molto bene e l’occhiale in sé è veramente bello esteticamente, oltre ad essere leggero.
    Al primo giretto in bici li ho subito indossati e li ho trovati molto confortevoli, ma soprattutto non scivolavano come il modello 004, che ero costretto spesso ad aggiustare con la mano.
    La qualità della lente mi sembra davvero ottima, nessun problema visivo e pur essendo polarizzati riesco a vedere i display lcd senza problemi. Solo lo schermo dell’Iphone 5 lo vedo un po’ giallino, ma niente di fastidioso.
    La polarizzazione delle lenti è fenomenale, guardando appositamente i riflessi che arrivano dalle auto, dai vetri delle case, dal garmin stesso, prima con gli occhiali e poi senza, si ha un beneficio notevole per la vista e alla lunga gli occhi ringraziano.
    Assos ha deciso di non montare le lenti polarizzate sui propri occhiali perché sostiene siano pericolosi in caso di pozzanghere sull’asfalto che potrebbero non essere distinguibili in determinate condizioni di luce. Io sinceramente le chiazze di umido e bagnato le ho sempre visualizzate bene, ma adesso giro sempre con qualche prudenza in tasca, non si sa mai.
    Le lenti sono specchiate e a specchio di colore rosso, ma permettono una visione chiara anche in assenza di sole e nel sottobosco. Hanno anche il trattamento anti pioggia, ma devo ancora provarlo. Nella confezione comunque ci sono anche un paio di lenti trasparenti per l’inverno diciamo.
    Nelle salite lunghe è impegnative quando la velocità è molto bassa non si appannano grazie alle fessure che hanno nella parte superiore/esterna che mantiene la zona tra lente e occhio ben ventilata, senza far passare pulviscolo.
    Li consiglio vivamente anche per il prezzo. Un conto è perdere/rompere un occhiale da 70 euro, un conto è perdere/rompere un occhiale da più di 200 euro.

  • Stages Power Meter: prova e recensione

    Finalmente è arrivato anche il misuratore di potenza Stages e dopo 4 settimane dall’ordine sono andato a ritirarlo presso il negozio “El Coridor”. Sveglia presto per essere là prima dell’orario di apertura.

    Torno a casa baldanzoso e via subito in cantina ad installare il nuovo giocattolo.
    Il tempo di installazione in sé è di circa 2 minuti. Si toglie il pedale, si svita la brugola della pedivella sinistra, si sostituisce con quella dello Stages, si avvita la pedivella e poi si rimette il pedale.
    Più facile di così…
    Io ho preso la versione FSA per BB30 in alluminio in quanto ho la guarnitura FSA SL-K in carbonio e non volevo perdere il BB30 mettendo adattatori. E’ anche la versione più economica.
    Purtroppo questa soluzione vanifica il vantaggio di peso dello Stages che è dato per 20 grammi, in quanto la mia pedivella in carbonio pesa 140 grammi, mentre la pedivella con lo Stages ne pesa 240. Al netto del misuratore quindi ci ho rimesso 80 grammi…. pazienza, mangerò meno pasta.
    Se avessi messo la guarnitura ultegra, con adattatori ecc avrei sicuramente peggiorato di altro peso, oltre ad essere una soluzione molto più dispendiosa.
    Una volta installato, si tira la linguetta gialla, si apre lo sportellino della batteria e poi va reinserita.
    A questo punto ci si può connettere con un Iphone mediante bluetooth 4 e l’applicazione Stages Cycling ci permetterà di aggiornare il firmware, nel caso ce ne sia bisogno.
    Tutto molto semplice.
    Subito ho fatto un test comparativo sui rulli, avendo la ruota posteriore con Powertap SL+.
    Al powertap ho abbinato il garmin 500, mentre lo stages era connesso al mio iphone con l’ottima applicazione Wahoo, che è l’unica o una delle poche che supporta lo stages permettendone la calibrazione. (con strava non è possibile).
    Appena connesso lo stages ho provveduto alla calibrazione tenendo la pedivella a ore 6, verso il basso e la bici appoggiata al muro.
    Dalle prime pedalate ho notato subito che lo stages misurava circa 7/10 watt in più rispetto al powertap e subito mi sono venute le paranoie sul fatto che misurando una sola gamba e moltiplicando la potenza x2, potrebbe essere che abbia uno sbilanciamento 53/47% rispettivamente sx/dx.
    Infatti inttorno ai 130 watt del powertap, lo stages segnava circa 138 watt. (130 x53% x2 = 138).
    Cercavo allora di allentare la spinta sul pedale sinistro per aumentare la spinta su quello destro e facendo così i valori sui 2 dispositivi erano vicinissimi, però si trattava di una situazione innaturale.
    La cadenza era superiore ai 90 rpm.
    Stavo chiaramente “barando” e sicuramente la pedalata non era redditizia svolta in quel modo.
    Appena ho aumentato la potenza ecco che i valori sono diventati praticamente identici tra i due misuratori, questo ad indicare che ho una spinta uniforme 50/50% non appena diminuisce la cadenza e aumentano i wattaggi.
    Come si può vedere dal grafico che ho allegato, dove si vedono le piccole parti che misurano la stessa potenza è laddove diminuivo intenzionalmente la potenza sul pedale sinistro, mentre c’è una parte di alcuni minuti dove la potenza è più alta e le potenze si sovrappongono. (la linea di colore ciano è lo Stages)

    comparazione Stages Powertap

    Prossimamente vorrei fare un test più lungo e in strada, ma già così mi ritengo soddisfattissimo dello Stages.

    Chiaramente ci sono misuratori sul mercato più precisi grazie alla misurazione sx/dx, ma a questo prezzo non c’è niente di meglio, diciamo che in questa fascia di prezzo Stages Cycling non avrà concorrenza, supportato anche dal fattore peso che anche in MTB farà la differenza.
    E poi bisogna ricordare che l’importante è la ripetibilità del dato, cioè i 200 watt fatti oggi in determinate condizioni, devono essere i 200 watt fatti tra 1 anno. Solo un dispositivo con queste caratteristiche può considerarsi un misuratore di potenza affidabile.
    Consiglio per l’analisi degli allenamenti e per crearsi una propria banca dati il software gratuito Golden Cheetah. Oltre ad essere sviluppato più che giornalmente, ogni utente da il suo contributo per migliorarlo.

  • Ruote Yishun NP 50mm tubolare

    Ormai è più di un mese che ho queste ruote e devo dire di esserne molto soddisfatto.

    Si tratta delle Yishun NP-50 mm tubolare prese appunto da Yishun-bike ad un prezzo attorno ai 500 euro. Non male se si pensa che una pari ruota di noto brand costa 4 volte tanto.

    Come peso siamo intorno ai 1.335 gr (verificati), non sono leggerissime, ma preferisco un mozzo più pesante a vantaggio della robustezza, e perchè no anche l’occhio vuole la sua parte, infatti i mozzi sono rivestiti di carbonio, non sono fatti di questo materiale…. altrimenti costerebbero un occhio della testa.

    Ho scelto l’opzione dei raggi pillar a testa dritta che permettono una tensionatura maggiore a vantaggio della rigidità, ma anche ti una più facile regolazione in caso ce ne sia la necessità.

    La pista frenante è in basalto che a quanto pare permette una buona frenata anche in condizioni di bagnato, anche se fino ad ora le ho usate solamente sull’asciutto dove si comportano quasi come un’alluminio. Non vedo l’ora che faccia più caldo per provarle sulle lunghe discese maggiori di 10 km.

    I cerchi sono larghi 23 mm sempre per la mia convinzione: “maggiore materiale c’è più resistente è la ruota”, ma sono teorie non verificabili per noi amatori senza strumentazione apposita.

    L’unico neo è che ho dovuto sostituire i cavi dei freni perché erano troppo corti e non riuscivo ad allargare i pattini abbastanza. I freni sono forniti da Yishun di colore marrone e al tatto sono davvero morbidi, credo che siano da cambiare spesso durante la stagione, ma preferisco avere una buona frenata piuttosto che risparmiare qualche euro di pattini.

    Nella prova su strada mi sono trovato subito bene, inutile dire che in pianura permettono di mantenere alte andature con meno sforzo, anche se naturalmente diventa più impegnativo rilanciarle dalle basse velocità. Niente di sconcertante, anzi sono convinto che con l’utilizzo questo handicap venga assorbito dall’allenamento.

    Non le ho ancora provate sulle salite con la S maiuscola, ma solo con pendenze inferiori al 7% dove non ho avvertito assolutamente difficoltà dovute all’alto profilo, anzi con poca pendenza mi sembravano “aiutarmi” a mantenere l’andatura sui 20/25 kmh. Però sono sempre sensazioni, questo è sempre da tener presente.

    Come tubolari ho scelto i Continental sprinter che non ho trovato particolarmente confortevoli, ma questo è risaputo per il tipo di tubolare in butile senza camera in lattice. Vedremo in futuro se mi farò un paio di Veloflex. Naturalmente li ho montati con il biadesivo della Tufo senza paranoie e all’interno ho sparato 30ml di Caffèlattex della Effettomariposa.

    Vi terrò aggiornati quando arriveranno le salite!!

  • Fascia cardio compatibile garmin polar

    Se cercate una fascia cardio compatibile garmin polar, questa è sicuramente la più semplice, economica e affidabile

    fascia cardio polar

    Dopo l’ennesimo allenamento svolto con la fascia cardio premium del garmin 500 che segnava valori spesso sopra i 200 battiti, ho deciso di fare il grande passo e prendere la fascia del polar da 20 euro (e di sostituire la batteria del sensore – codice CR2032).

    La fascia è molto semplice e morbida; si fissa il sensore del garmin ed è pronta all’uso.

    La qualità dei materiali sembra superiore a quella del garmin, soprattutto la zona gommosa dei sensori. Per il resto è una è una normalissima fascia morbida da indossare e molto comoda.

    fascia cardio polar
    Dopo alcuni utilizzi la fascia cardio compatibile garmin si è dimostrata subito precisa e costante nelle rilevazioni. Non ci sono sbalzi ingiustificati nei battiti, ma crescono o decrescono progressivamente all’aumentare o diminuire dello sforzo.

    Mi sembra costruita meglio della fascia garmin, perchè quest’ultima tende con il tempo a rovinarsi nella zona dei sensori che vanno a contatto con la pelle, perchè non si tratta di una zona elastica. Quindi tira e molla poi il danno diventa irreparabile.

    Consiglio dopo ogni utilizzo di immergere la fascia (senza il sensore) per un’oretta in acqua calda e napisan per disinfettarla e rimuovere i sali del sudore, mentre una volta alla settimana si può mettere anche in lavatrice a 30°.

    Potete acquistare la fascia cardio compatibile garmin qui su Amazon

    fascia cardio polar

    fascia cardio polar

    fascia cardio polarfascia cardio polar

    Alternative

    Ho notato su Amazon che esiste una versione aggiornata della fascia cardio che ho recensito. La struttura è completamente diversa e utilizza più materiale plastico. Sinceramente ve la sconsiglio perchè c’è il fatto che la plastica sia incollata al tessuto, alla lunga non promette una durata assicurata. Vi metto lo stesso il link per correttezza, ma ripeto, non la consiglio Polar Pro Chest Strap Fascia Toracica

  • Test: Sganci CTK light

    Ho testato per voi i nuovi sganci rapidi CTK che differiscono dalla precedente versione per avere una leva piatta e larga che dovrebbe rendere più facile la chiusura e l’apertura dello sgancio. Purtroppo questa nuova configurazione rende la leva meno rigida, e la maggiore flessibilità si traduce in un minor senso di forza di bloccaggio.

    Effettivamente pesano 43 grammi e sono fatti veramente bene! Perno in titanio quindi al riparo da qualsiasi aggressione di agenti atmosferici e sporco. Hanno aggiunto tra la leva e lo scontro vero e proprio una rondella in silicone che dovrebbe permettere una maggior pressione senza rovinare i componenti.

    Tenere in mano questi sganci e una coppia tradizionale fa veramente impressione. Sembra di tenere l’aria.

    Ma veniamo alla prova: sulla ruota anteriore ho notato che se avvitavo troppo il controdado, la leva non si chiudeva del tutto, mentre se svitavo di qualche grado, la leva si chiudeva bene, ma la ruota rimaneva un po’ lasca. Magari devo regolare il gioco dei mozzi delle Vision T30, possibile che siano la causa del gioco. Sta di fatto che con gli sganci originali Vision, non ci sono questi problemi e la ruota risulta bella solida anche se lo sgancio non è chiuso a morte.

    Al posteriore invece non ho trovato grosse difficoltà, il serraggio della ruota avveniva in maniera perfetta.

    Ho fatto alcune discese a forte velocità anche su strade parecchio dissestate, ma non ho avuto problemi. Però ho sempre corso con poca fiducia e non c’è cosa peggiore che scendere a 60/70 km/h senza avere fiducia nel mezzo. Avevo il timore che con una botta potesse aprirsi lo sgancio anteriore. Infatti se facevo poca forza con un dito tendeva ad aprirsi facilmente.

    Probabilmente sono incappato in uno sgancio con qualche difetto, sta di fatto che sono ritornato quindi ai vision originali che sono veramente favolosi e con un peso nemmeno eccessivo.

    Date anche voi il vostro voto a questi sganci se li avete provati!

  • Pantaloncini ASSOS FI MILLE S5

    Mi sono arrivati i pantaloncini assos FI mille S5 (versione long leg) ed ho subito notato la qualità costruttiva e dei tessuti. Indossandoli ci sia sente bene fasciati, ma non si avvertono pressioni fastidiose, che alla lunga potrebbero rovinare i nostri giri in bici da corsa.

    Assos FI Mille S5
    Assos FI Mille S5

    Ho deciso di prendere la versione mille per essere sicuro di aver preso il modello quasi TOP, dico quasi, perché c’è il modello ancora superiore, ma ha un prezzo folle.

    Il fondello è molto spesso, ma sembra molto soffice allo stesso tempo, naturalmente con le dita si perdono i benefici della struttura del fondello stesso. Quando lo di utilizza in bici la pressione delle ossa ischiatiche e del soprasella in generale, viene scaricata uniformemente sulla superficie del fondello.

    La zona anteriore svolge una importante funzione di stabilizzazione e protezione delle parti intime per mezzo di una cucitura longitudinale che crea una sorta di conchiglia avvolgente. Davvero un ottimo lavoro.

    Assos FI Mille S5
    Assos FI Mille S5

    La versione FI uno S5 differisce dalla versione FI mille S5 proprio per la mancanza di questa zona anteriore, quindi si può dire che anche acquistando la versione base di certo non viene a mancare la comodità nella zona dove conta davvero.

    Assos FI Mille S5
    Assos FI Mille S5

    Nella confezione vengono forniti:

    una crema da spalmare sul soprasella e dopo ogni lavaggio sul fondello stesso per svolgere una funzione antibatterica;

    una campioncino di sapone assos apposito per il lavaggio dei pantaloncini;

    una retina dove riporre i pantaloncini (al contrario) durante il lavaggio delicato a 30° .

    Assos FI Mille S5
    Assos FI Mille S5

    Avendo le gambe più lunghe in proporzione al corpo, ho preso la versione Long Leg che è 4 cm più lunga della versione regular.

    Devvaro un prodotto spettacolare!Voto 10.  Consigliato

     

  • Prova ruote Vision Trimax T30

    Oggi ho provato le mie nuove vision trimax t30, pagate sui 350 euro.

    Premetto che ero in giornata no, quindi niente effetti strabilianti in salita. Però in pianura mi sono piaciute molto, sono molto rigide e si riescono a tenere sui 35 km/h senza fatica.

    Il vento laterale non lo sentono sia perchè sono da 30 mm di profilo, sia perchè i raggi non sono larghi, ma sottili.

    Ho notato che negli scarti improvvisi, tipo schivare una buca all’ultimo secondo, sono meno veloci rispetto alle aksium che avevo prima. Forse l’anteriore da 30 mm fa questo effetto.

    Sulle asperità si sente che sono più rigide, gli impatti sono più violenti e secchi, ma per fortuna il carbonio del telaio dissipa abbastanza. (altro…)

  • Radon QLT Race

    Ormai è assemblata al 90%, mancano solo i freni (opterò per degli avid elixir R storm grey), manubrio e attacco manubrio. Poi ho finito per il momento.
    La mia Radon QLT Race è pronta per iniziare la stagione 2011, già da gennaio. Da settembre l’ho usata pochissime volte, ma solo da pochi giorni ho sistemato per bene l’assetto, in quanto prima sentivo che la pedalata non era efficiente e i dolori alla schiena aumentavano alle prime salite.
    Ho portato anche la forcella a 120 mm ma vedremo se il cambiamento sarà efficace, la massimo la riporto a 100 mm tanto la cosa è veloce. Ho appena fatto al revisione straordinaria della forcella, quindi pulizia, olio nuovo, cimose e parapolvere nuovi. Adesso è un’altra musica.
    Come peso sono più o meno a 12,4 kg, che per una full non è male. Con i dovuti aggiustamenti scenderò sicuramente sotto i 12 kg.
    Bloccando ammo posteriore e forcella la bici è molto rigida e reattiva devo dire, mentre nello sconnesso con tutto aperto, diventa tutto più facile. Ogni asperità viene assorbita senza compromettere l’efficacia durante le salite pedate. Chiaramente una front è più veloce. Consiglio un ammortizzatore che si possa bloccare completamente, almeno per me è necessario nei tratti in piana, magari su asfalto, da pedalare velocemente.
    Forse nei passaggi tecnici è meno precisa della front, ma il tutto viene compensato dall’aderenza di tutte e due le ruote contemporaneamente, come si dice, è più facile controllare il mezzo quando poggia su tutte le ruote a terra.
    Altro vantaggio è la trazione nelle situazioni di scarsa aderenza, la ruota posteriore affonda senza slittare, da qui la differente tipologia di telaio tra front e full. La prima è molto più scattante, mentre la seconda copia il terreno con un beneficio norme per la schiena.
    L’ammortizzatore pur non essendo dei più prestigiosi (manitou radium SL) svolge egregiamente il proprio lavoro, ma pur non sentendo l’esigenza di cambiarlo, vorrei ugualmente fare un upgrade e passare a qualcosa di più leggero e innovativo.
    Esteticamente è molto aggressiva e la vernice è resistente anche alle sassate più violente. L’unica scalfitura l’ho provocata io facendo cadere la bici contro il cavalletto da officina, ma non si nota nemmeno.
    Per meno di 200 euro direi che l’acquisto è azzeccato. E’ difficile trovare un tale rapporto qualità/prezzo in giro.
  • Recensione ruote Shimano XT WH-M775

    ruote xt

    Nuovo upgrade per la mia biga: stanco di bucare mi sono comprato una coppia di ruote Shimano XT WH-M775 tubeless native.

    Comprate da un noto sito tedesco a meno di 250 euro spedite sono arrivate in meno di 3 giorni assieme agli adattatori alligator da Center Lock a 6 fori (eh sì, queste ruote sono center lock e per non cambiare i dischi dei freni è necessario utilizzare questi leggerissimi adattatori da 20 gr cad uno).

    L’estetica non mi piaceva tantissimo, ma ora che sono montate sulla bici sono molto cattive devo dire e le serigrafie sembrano abbastanza resistenti. Mi raccomando fate attenzione con i cacciaruote, si rischia di graffiare il cerchio. Sono compresi anche gli sganci che non sono leggerissimi, ma ce ne sono di più pesanti sicuramente.

    Gli ho montato delle Geax saguaro TNT da 2.0 insieme al lattice apposito della Geax stessa.

    Le ho testate lungo le sorgenti del fiume Sile e devo dire che la differenza dalle mie rockrider si sente eccome. Lo so che non si possono paragonare delle ruote di così differente qualità, ma queste XT sono davvero delle gran ruote.

    Innanzitutto sono molto rigide, quindi sono più facili da spingere, per non parlare della leggerezza che permette i rilanci e gli scatti con metà sforzo rispetto a prima.

    Mi danno una bella sensazione di resistenza e come scorrevolezza sono una favola, anche se avranno bisogno di un po’ di km per smollarsi ancora.

    I cuscinetti non sono inscatolati quindi teoricamente si sporcano più facilmente, ma permettono una manutenzione veloce e risolutiva, aumentando la durata e la performance della ruota.

    In salita danno il loro meglio: leggerezza, rigidità e scorrevolezza permettono di salire agilmente senza la sensazione di avere i freni tirati (la classica sensazione di quando si è stanchi in salita) ogni scattino si ripercuote subito sulle ruote che non gravano sulla pedalata.

    In discesa neanche a dirlo scorrono lisce come l’olio e se non si pedala non rallentano minimamente la loro azione, dando anche una buona sicurezza in curva in quanto non flettono minimamente…. Almeno così mi sembra.

    Con le ruote precedenti se mi alzavo in piedi a spingere rapporti duri sentivo le pastiglie che toccavano a tratti i dischi dei freni, sintomo di una troppa flessione delle ruote, mentre ora i freni rimangono in silenzio grazie alla rigidità dell’insieme.

    Il prossimo articolo riguarda le gomme che ho appena messo, come dicevo le Geax saguaro TNT da 2.0.